Mostra retrospettiva

“Vincenzo Di Giosaffatte: la materia e la forma dell’idea”

La Mostra si propone di ricordare lo straordinario lavoro di scultore e di didatta svolto in oltre mezzo secolo di attività da Vincenzo Di Giosaffatte (1935–2006), figura ampiamente nota in un ambito non esclusivamente italiano. Per Di Giosaffatte la ceramica fu realmente vocazione e destino dell’intera esistenza.

Si tratta della prima rassegna retrospettiva dedicata al Maestro abruzzese, curata da Carlo Fabrizio Carli e da Claudio Cerritelli, che espone un centinaio di opere in modo da ripercorrere l’intero itinerario operativo dell’artista. Il percorso espositivo prende l’avvio da prove grafiche dei primissimi anni Sessanta, dapprima orientate in un contesto di astrazione dal vivace cromatismo, per poi accedere a un ambito neoinformale, che trovava alimento nell’appassionata ricerca sul materiale ceramico e sulle tecniche operative, suscettibili di continue verifiche nell’impiego di smalti, lustri e terre. E’ suggestivo seguire l’itinerario dell’artista, che via via si dispiega tra nuove e più complesse ideazioni: dalla serie Ritmo (1972) agli Alfabeti (1975–‘76), dalle Colonne alle Stele, fino all’icasticità ideativa e cromatica dei Polittici e delle Attrazioni (2004).  

Ma già nel corso degli anni Ottanta, Di Giosaffatte metteva a punto il ricorso sistematico a un profilo umano fortemente stilizzato, tra l’angelico e il fiabesco, lieve come farfalla o incorporato nella spessa sostanza dell’intervento ceramico, destinato a divenire una sorta di cifra connotativa, di “firma”, del suo lavoro. Un profilo che valeva ad assicurare la presenza dell’umanino nel magma dell’operatività materica e alla quale, nel frattempo, venivano attribuite differenti matrici ispiratrici: dalle mattonelle del soffitto della chiesa di San Donato, inesauribile serbatoio dell’immaginario castellano, alle Amalasunte liciniane. Del resto tutta l’attività di Di Giosaffatte, è stata, per due decenni e mezzo, innervata nella Scuola di Castelli (qui ideò e realizzò, tra l’altro, la Raccolta internazionale d’arte ceramica contemporanea) e nel suo principale obbiettivo, quello di recuperare il prestigio della plurisecolare tradizione locale, aprendola a nuovi linguaggi e a sbocchi anche produttivi.

Nel percorso espositivo trovano ampio spazio disegni e opere su carta, ai quali è affidato il compito di registrare il primo e genuino manifestarsi di una determinata idea, che, magari, avrebbe poi trovato attuazione nel contesto plastico. Più difficile da documentare in mostra, ma egualmente significativo, fu l’interesse di Di Giosaffatte per il design e per l’applicazione architettonica delle sue ideazioni. Conclude il percorso espositivo un’attenta selezione di documenti d’archivio (lettere, cataloghi, fotografie, testi teorici, recensioni apparse su giornali e riviste) utili a ricostruire la vicenda biografica e culturale dell’artista pennese.

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Inaugurazione: 1° luglio 2018, ore 18.

Durata: fino al 12 luglio.

Orari: tutti i giorni, ore 10 - 23

Luogo: Pescara, Sede Espositiva ex Aurum, Sala Gabriele d’Annunzio

Curatori: Carlo Fabrizio Carli, Claudio Cerritelli.

Catalogo: Verdone editore;  euro 40.
in vendita sul nostro negozio online

Ingresso libero.

Informazioni: 0861979159 – 0861970619

Distributore esclusivo: La Bottega delle Arti

64041 Castelli (Te) tel. 334 2462601

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